KEVIN ARDUINI SI RACCONTA

KEVIN ARDUINI SI RACCONTA

Il diciannovenne di Mondaino Campione 2018 della Yamaha R3 Cup parla della sua stagione, delle sue scelte e del futuro targato Mondiale Supersport 300.

 

Qualcosa della tua storia in sella alle moto ce la devi raccontare, del resto non per nulla ti chiami Kevin: “Ho iniziato a girare a 3 anni in sella ad una minimoto Polini con le rotelle assemblata da mio Babbo, per poi partecipare alle prime garette amatoriali. Nel 2007 mio nonno mi regalò una Pasini con cui feci secondo nel regionale e conclusi nei primi 15 l’Italiano, nei due anni successivi continuai con le minimoto, per poi passare alle Mini GP, ma complice un budget risicato riuscii a fare decimo nel regionale e una wild card nell’Italiano con il team della mamma di Fenati, conclusa al quindicesimo posto.

Nel 2011 ancora regionale e wild card con una moto gestita da mio Babbo con cui agguantai una settima e una tredicesima posizione. Nell’anno successivo partecipai alle selezioni della Red Bull Rookies Cup, arrivando fino alla finale dell’ultima giornata. Poi arrivò lo stop forzato per mancanza di budget e poi l’idea di mio Babbo di creare la “KawasARDU”, una moto di derivazione Kawasaki con cui conquistai la pole e conclusi al quarto posto l’ultimo round del CIV al Mugello nella Sport 4 T. Risultato che mi aprì le porte di un 2017 in cui con un team “vero” arrivai terzo nel neonato Campionato Italiano Supersport 300.”

 

Una  stagione 2018 decisamente positiva per te con la conquista del titolo nella Yamaha R3 Cup, come è andata ?:”Nel challenge Yamaha  è andata alla grande, sono quasi sempre stato sul podio e salvo il finale rocambolesco dell’ultimo round di Misano, dove mi hanno disintegrato la moto nelle qualifiche, tutto è filato liscio, ed è arrivato il tanto desiderato  titolo. Non avevo mai vinto un campionato, è stata un’emozione unica  vincerlo a 15km da casa mia, con tutta la famiglia e gli amici sugli spalti. Sicuramente tutto ciò ha contribuito ad agevolare  il mio passaggio al mondiale nel 2019,e posso essere fiero di quanto ho fatto.”

 

 Parallelamente hai corso nel CIV dove forse le tue aspettative erano diverse dai risultati ottenuti sbagliamo?:  No assolutamente non sbagliate. Avevamo grandi aspettative nel CIV considerando le prestazioni del 2017, ma per vari motivi la stagione non è andata come doveva. Mi rincuora il fatto che quando siamo stati al 100%, abbiamo dimostrato di poter lottare per la vittoria senza problemi, per fare qualche esempio ad Imola con il quinto tempo in qualifica ho concluso due volte quinto ad un decimo dal podio, al Mugello dopo un ottimo quarto crono nelle qualifiche, avrei potuto fare bene ma in ambedue le gare ci hanno pensato gli avversari a mettermi a terra, prima alla curva dell’Arrabbiata poi alla San Donato. Diciamo che è stato un anno burrascoso e per quanto riguarda il CIV ricordo pochi sorrisi nel box, speriamo che l’esperienza mi ritorni buona per far bene nella prossima stagione.

Veniamo al tuo futuro iridato che ti vedrà in sella ad una Kawasaki del team 2R Racing Team affrontare il Mondiale Supersport 300, da fresco campione di un challenge targato Yamaha, quali sono stati i motivi che ti hanno fatto scegliere la Ninja ?:”Non ce un motivo particolare per cui ho scelto di ritornare alla Kawasaki, semplicemente dopo aver partecipato alla selezione Yamaha BluCru, aimè andata così-così causa un mezzo non consono all’evento, sapevo che non sarei stato scelto dal programma della casa dei tre diapason, e siccome ero in trattativa con il 2R Racing Team ho preferito accordarmi con loro. A dire il vero non sapevo se il team avesse preso Yamaha o Kawasaki, ma la mia priorità era entrare a far parte di una squadra con esperienza nel World SBK. Sono convinto che entrambe le giapponesi saranno competitive nel Mondiale, ma affrontare una stagione con tante incognite, in sella ad una moto con cui ho un legame affettivo particolare non può che farmi piacere.”

In veste di wild card hai già “assaggiato” l’ambiente del Mondiale, quali sono le tue aspettative per una stagione  che  vedrà tanti piloti misurarsi con una nuova formula che prevede le   qualifiche ?:”L’obiettivo è sicuramente quello di fare bene, non sarà facile in quanto troveremo avversari molto più esperti, che conoscono i circuiti e la sfida sarà di quelle molto toste. Ben Spies diceva che con il circuito imparato alla Play Station, tanta fame di vittoria e talento, si poteva vincere anche all’esordio, vedrò di ispirarmi a lui. A parte gli scherzi mi sto preparando fisicamente come non mai, e non vedo l’ora di scendere in pista con il trasponder, per misurare il mio potenziale. Le qualifiche non mi fanno paura, le ho già sperimentate nel CIV e l’obiettivo per me è stare davanti, senza timori reverenziali nei riguardi di nessun avversario.”

 

 In fine chi ti senti di  ringraziare per essere arrivato a partecipare al Mondiale ?:Il primo che devo ringraziare ovviamente è mio babbo, che non me ne voglia nessuno ma mi pare ovvio. Mi ha rimesso nel mondo delle corse con le sue mani nel vero senso della parola, mi HA COSTRUITO UNA MOTO!!! E tutt’ora si svena per me dietro le quinte devo tutto a lui, poi lo ”ZIO” (il diretto interessato sa di chi parlo) che mi aiuta da ormai due anni in tutto, un amico, un tifoso, un secondo padre devo tanto anche lui. Il team MMR che mi ha dato la possibilità in queste ultime due stagioni di esprimermi nel CIV e mostrare le mie capacità facendomi crescere tanto sotto molti aspetti.

Naturalmente devo ringraziare, tutti gli sponsor che mi supportano chi da anni, chi da poco ma questo non ha importanza, se non ci fossero loro guarderei le gare dal divano di casa .

Tutta la mia famiglia che mi sostiene al 100% da sempre e che mi spinge sempre a dare il massimo. (FAMIGLIA vuol dire mamma, sorella, parenti, amici, personal trainer e chi mi sta attorno). Un Grande Grazie a tutti!

GIFE59

Condividi su: